CACCIA AL CINGHIALE STAGIONE VENATORIA 2017/2018

Manifestazione interesse richiesta NUOVA ZONA caccia al cinghiale in braccata - Manifestazione interesse richiesta ZONA caccia al cinghiale in GIRATA

Manifestazione interesse corso CONDUTTORE CANI LIMIERE

SARANNO ESAMINATE SOLO LE RICHIESTE PERVENUTE NEI TEMPI E NEI MODI INDICATI SUL MODULO (fa fede data di protocollo arrivo)

Il giorno 19/07/2017, alle ore 17:30, presso la sede della provincia di Rieti, nella sala Consiliare, si terrà una riunione per discutere e decidere in merito ad eventuali variazioni da proporre alla Regione in merito al Disciplinare per la caccia al Cinghiale emanato per la stagione venatoria 2017/2018

Si raccomanda la massima diffusione.

Ieri all'incontro in Regione tra l'Assessore e gli ATC laziali erano presenti solo i Presidenti dei due ATC romani, mentre Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone non si sono presentati. Il tutto perché il disciplinare firmato dal Presidente Zingaretti su proposta dell'Assessore non risponde minimamente alle esigenze gestionali degli Ambiti. 

«Ci sentiamo presi in giro dall'Assessore Hausmann. - afferma il presidente dell'Atc Rieti 1 Ciro Battisti. - Tutti i buoni propositi iniziati con il primo incontro in regione avvenuti a marzo si sono dimostrati vani. L'Assessore aveva richiesto agli ATC laziali di produrre delle proposte congiunte circa il calendario venatorio, il disciplinare di caccia al cinghiale oltre ad altri regolamenti di gestione». 

«È proprio da quell'incontro a Roma - spiega Battisti - che tutti gli ATC del Lazio hanno iniziato un percorso condiviso di quattro incontri che ha portato alla elaborazione di proposte collaborative che snellivano la gestione ma soprattutto consentivano un controllo puntuale. Il punto della situazione e che abbiamo fatto un lavoro che non è stato preso minimamente in considerazione, infatti di circa 20 punti suggeriti sul disciplinare di caccia al cinghiale non è stato accolto neanche uno». 

«Tempo perso - continua Battisti. - Avevamo fatto proposte, sia al calendario venatorio che al disciplinare, deliberate precedentemente dai Consigli Direttivi di ciascun ATC, che ci aiutavano a semplificare e migliorare la gestione compresa quella più problematica del cinghiale e invece ci ritroviamo un disciplinare non condiviso ma soprattutto inaccettabile sotto l'aspetto gestionale». 

«Squadra vincente non si cambia, - afferma Battisti - Negli ultimi anni nell'ATC Rieti1, grazie alle squadre di caccia in braccata, abbiamo fatta una gestione puntuale della specie cinghiale diminuendo le entità dei danni e quindi di conseguenza il numero dei capi, mettendo la specie sotto controllo. Oggi invece per come è concepito il disciplinare si fanno diversi passi indietro. Si prevede una riduzione del 60% delle zone che superano i 600 ettari di grandezza con conseguente liberazione di territori che invece vanno obbligatoriamente gestiti e con squadre composte da minimo 35 iscritti (cosa impossibile nei territori del cratere). Si prevede una forte presenza di zone adibite alla girata (decreto 747/2016) quando nel reatino non abbiamo neanche una squadra abilitata con conseguente ingresso sui territori di squadre abilitate provenienti da fuori provincia. Per finire, tra tante altre carenze, quella della beffa dei punteggi dati ai cacciatori provenienti da Roma che vengono equiparati ai cacciatori residenti in altri distretti del nostro ATC». 

«Siamo comunque pronti a fare il primo passo, - conclude il Presidente dell’Atc reatino - tant'è che abbiamo convocato i capisquadra per il giorno 12 luglio alle ore 17 presso la sala Consiliare della 5 Comunità Montana. Noi ne vedremo delle belle!».

da il Giornale di Rieti

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http://www.ilgiornaledirieti.it/leggi_articolo_f2.asp?id_news=47210

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LORO SEDI

 

Avendo il piacere di conoscerVi personalmente e sapendo della Vostra prontezza nell’affrontare le problematiche, di diversa natura, che riguardano il territorio reatino, io sottoscritto Vincenzo Ricci, anche in nome e per conto dell’Italcaccia Provinciale di Rieti, di cui sono il presidente, in un clima di collaborazione e rapporto sinergico su argomentazioni di natura venatoria, espongo le mie perplessità sul nuovo disciplinare per la caccia al cinghiale.

Durante le varie riunioni tenute sul territorio reatino, ho dovuto prendere atto che il popolo dei cacciatori in generale (non soltanto Italcacciatori) è concorde nell’affermare che il nuovo disciplinare che regolerà la caccia al cinghiale per la stagione 2017/2018 risulta essere peggiorativo rispetto al preesistente.

Volendo scendere nei particolari, il nuovo disciplinare annovera nel suo interno diverse anomale specifiche, cominciando dal termine imposto agli A.T.C. per l’individuazione delle zone di caccia, per finire all’introduzione della caccia con il metodo della girata.

I punti salienti che meriterebbero essere modificati sono quelli relativi all’estensione delle zone superiori ai 600 ha, la composizione delle squadre con un numero inferiore ed il mantenimento delle zone non dev’essere subordinato all’abbattimento dei 30 cinghiali. Ce ne sarebbero altri, ma questi riportati sono di fondamentale importanza per una migliore gestione della specie in funzione delle criticità legate ai danni, all’aspetto sociale e non ultimo quello della sicurezza.

Per la passata stagione nel territorio della provincia di Rieti, si è potuto costituire squadre con un numero di componenti inferiore alle altre realtà regionali, cosa questa che ha riscosso apprezzamenti dalle varie componenti che ruotano intorno al mondo venatorio. Sarebbe impensabile che, a distanza di una stagione, si possa tornare indietro dal momento che circa il 50% delle squadre opera in zone superiori ai 600 ettari e, per le quali, l’anno scorso hanno commissionato una relazione tecnica fornita agli ATC Provinciali.

C’è da dire, inoltre, che nella realtà reatina le squadre che abbattono trenta cinghiali (il numero minimo per il mantenimento della zona) non raggiunge la metà di esse e quindi costituirebbe ulteriore vincolo di difficile soluzione. Qualora non fosse possibile abbassare il numero, si potrebbe non renderlo perentorio.

La girata, al di là dell’aspetto innovativo, va tenuto conto di due fattori: 1) non credo che nella Regione Lazio ci siano tanti cacciatori abilitati alla conduzione del cane limiere e quindi resterebbe ad appannaggio di pochi; 2) il numero massimo dei partecipanti sembra essere eccessivo. A ciò si potrebbe ovviare se si desse la possibilità ai cacciatori iscritti in squadre per la braccata di poter essere iscritti (anche solo per questo anno di transizione) anche in quelle da girata.

A parere dello scrivente, poiché il disciplinare non modifica la legge 17/95 e s.m.i., la Regione nel demandare alle Province (ed ora a se stessa) la possibilità di regolamentare la caccia al cinghiale non ritenne opportuno includere anche la regolamentazione di altre forme di caccia; ne consegue che il divieto di esercitare altre forme di caccia nella giornata in cui si è iscritti nell’elenco per la caccia in battuta al cinghiale potrebbe non avere i crismi della legalità.

Zone di interesse Orso Marsicano. Poiché nelle zone interessate alla presenza dell’Orso Marsicano, di fatto, le squadre perderebbero 6 giornate di caccia, potrebbe essere previsto un accorgimento per fargliele recuperare nei mesi di dicembre e gennaio?

Non mi dilungo oltre, nella speranza che possiate porre rimedio a tali incresciose situazioni, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti significandoVi che resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

Rieti, lì 28.06.2017

 

F.TO Vincenzo RICCI

 

Mitt. Vincenzo RICCI

Presidente Provinciale Italcaccia Rieti

Via dell’Elettronica s.n.c.

02100 = R I E T I

Cell. 3338183507 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.